domenica 24 settembre 2017

A.a.a. ... cercasi!

.... osservo il bollitore della damigiana che stra bolle...



... il vino è nelle damigiane, i bollitori sono inseriti ...
... la cantina è satura del profumo del vino ...
... ma manca qualcosa ... 
.... qualcosa che in passato era sempre presente e si faceva notare ...
... che fine hanno fatto i moscerini ????
... in cantina ne ho visto solo uno, triste e solitario, scortato in volo da ben tre zanzare tigre ...
... un tempo appena le vinacce si separavano dal vino ...



... nugoli di moscerini riempivano la cantina ...
... tanto che io, da bambino, pensavo ad una magia ...
... pochi secondi prima non ce n'era traccia ...
...  poi d'improvviso, nonostante la porta chiusa comparivano a centinaia ...
... è vero che non ho mai capito ( Mendel escluso ) a che servissero...
... è vero che ormai "per le vie del borgo" è sempre più raro vedere il " ribollir de' tini"...
... ma un po' mi mancano...

giovedì 31 agosto 2017

RITORNI ED ADDII


... già da qualche tempo erano rimasti solo i canini per cui eri stata costretta a passare dalle adorate crocchette al cibo morbido ...
... gli invasori del tuo territorio si erano fatti sempre più arditi...
... l'ultimo inseguimento però ti era costato caro, l'invasore vedendoti gonfiare il pelo era fuggito, non aveva neppure osato sfidarti, ma eri crollata ansimante ...
... dei vecchi nemici Nerina, Stella e Macchia da tempo non c'era più traccia...
... ma nuovi giovani felini si affacciavano ai tuoi confini, ormai ti limitavi ad osservarli dall'alto del tuo rifugio in soffitta, lanciandogli deboli mugolii di sfida ... che nulla avevano più a che spartire coi tuoi antichi ruggiti ...
... quella non era più la tua vita da gatta anarchica, selvaggia e dominante, che mai aveva conosciuto la figura del veterinario ...
 ... per questo, da qualche giorno, avevi smesso di mangiare, cercando solo coccole e carezze che, un tempo, avresti donato solo per gentile concessione, facendo capire, con una zampata finale, quando non era più tempo di sdolcinerie ...
... sembra quasi che tu abbia atteso il mio ritorno e stamani ti sei "addormentata" facendo le fusa, mentre cercavo di farti bere un pò d'acqua ...
... addio Lulù  ... grazie per i 20 anni di vita che hai condiviso con me ...


giovedì 24 agosto 2017

LAMPEDUSA

... e ora mare ...
... mare ...

...mare ...
... e ancora mare ...



lunedì 21 agosto 2017

IL MAGRA

Iniziano le (brevi) ferie ...
... e niente è più rilassante di una capatina sul fiume Magra...
... preparo rapidamente l'attrezzatura ...
... da tempo cercava di farsi notare ...
... accantonata in un angolo in cantina ... 
... il vicino ci vede partire e urla : "Buona pesca!!!"
... non si dice ... porta male... ma ormai è andata...
... ma l'eccezione, si sa, conferma la regola...


...  il risultato è stato meglio delle aspettative ...



lunedì 24 luglio 2017

LA VIGNA DELL'ORTO DIFFICILE


La vigna (Cesare Pavese)
Una vigna che sale sul dorso di un colle fino a incedersi nel cielo, è una vista familiare, eppure le cortine dei filari semplici e profonde appaiono una porta magica. Sotto le viti la terra rossa è dissodata, le foglie nascondono tesori, e di là dalle foglie sta il cielo. 

Tutto ciò è familiare e remoto, infantile a dirla breve, ma scuote ogni volta, quasi fosse un mondo.
La visione s'accompagna al sospetto che queste non siano se non le quinte di una scena favolosa in attesa di un evento che né il ricordo né la fantasia conoscono. Qualcosa di inaudito è accaduto o accadrà su questo teatro.

Solamente un ragazzo la conosce davvero; sono passati gli anni, ma davanti alla vigna l'uomo adulto contemplandola ritrova il ragazzo. Ma nulla è veramente accaduto e il ragazzo non sapeva di attendere ciò che adesso sfugge anche al ricordo. E ciò che non accadde al principio non può accadere mai più.
Se non forse sia stata proprio questa immobilità a incantare la vigna. Un sentiero l'attraversa all'insù, dimezzando i filari e tagliando una porta sul cielo vicino. 

Il ragazzo saliva per questi sentieri, vi saliva e non pensava a ricordare; non sapeva che l'attimo sarebbe durato come un germe e che un'ansia di afferrarlo e conoscerlo a fondo l'avrebbe in avvenire dilatato oltre il tempo. Forse quest'attimo era fatto di nulla, ma stava proprio in questo il suo avvenire. Un semplice e profondo nulla, non ricordato perché non ne valeva la pena, disteso nei giorni e poi perduto, riaffiora davanti al sentiero, alla vigna, e poi si scopre infantile, di là dalle cose e dal tempo, com'era allora che il tempo per il ragazzo non esisteva. E allora qualcosa è davvero accaduto. E' accaduto un istante fa, è l'istante stesso: l'uomo e il ragazzo s'incontrano e sanno e si dicono che il tempo è sfumato.
L'uomo sa queste cose contemplando la vigna. E tutto l'accumulo, la lenta ricchezza di ricordi d'ogni sorta, non è nulla di fronte alla certezza di quest'estasi immemoriale. Ci sono cieli e piante, e stagioni e ritorni, ritrovamenti e dolcezze, ma questo è soltanto passato che la vita riplasma come giochi di nubi. La vigna è fatta anche di questo, un miele dell'anima, e qualcosa nel suo orizzonte apre plausibili vedute di nostalgia e speranza. Insoliti eventi vi possono accadere che la sola fantasia suscita, ma non l'evento che soggiace a tutti quanti e che tutti quanti abolisce: la scomparsa del tempo. Questo non accade, è: anzi è la vigna stessa.
E non accade nulla, perché nulla può accadere che sia più vasto di questa presenza. Non occorre nemmeno fermarsi davanti alla vigna e riconoscerne i tratti familiari e inauditi. Basta l'attimo dell'incontro.

domenica 22 gennaio 2017

PERICOLI E SCEMPI INVISIBILI ... QUINDI IMPREVEDIBILI

... il mio paese, tranquillo e sonnecchiante, ...
... gli orti, la chiesa e il piccolo cimitero, in alto ....




... un immagine di bucolica tranquillità ...
... l'immagine che vede la nostra amministrazione comunale da decenni ...
... ma allarghiamo un poco la prospettiva ...
... è difficile e complicato vederlo, lo so, ma aguzziamo la vista ... guardiamo con un po' di attenzione ...



... per chi non riuscisse a vedere ...
... quello in alto non è un monte coperto di neve, né le linee bianche sono candide piste da sci ...
... bensì due enormi "ravaneti" di detriti che incombono sull'abitato e che i nostri governanti (di pseudo sinistra e quindi contro i poteri forti) non vedono ....
... un tempo lì erano boschi di castagni e uliveti ...
... ma essendo (quelli si!!!!) pericolosi, perché troppo vicini allo scempio, sono stati acquisiti al "ravaneto" ...
... a volte in Italia le tragedie accadono perché il pericolo è invisibile e imprevedibile ...
(... ps - la foto è del 1999, quando riuscirò a trovare tempo per risalire farò un nuovo post sulla situazione attuale aggiungendo una fiaba che mi veniva raccontata da bambino, quando si pensava che i monti fossero eterni e inamovibili ...)

sabato 21 gennaio 2017

GINNASTICA

... legna finita ...
... è il momento di scaldarsi ...
... spaccandone di nuova ...


... e sistemandola al coperto ...


... basterà ?????