mercoledì 13 ottobre 2010

FRUTTI DIMENTICATI

Ecco un frutto che molti di voi "forse " non conoscono, un pò dimenticato cos'e?
Se tutti gli "sbarbati" rispondono io sarò felicissimo, vorrà dire che non è così dimenticato. Vediamolo più da vicino...

Non amo la suspance... per chi (molti?..pochi?) non lo sa ...... sono Giuggiole.

Diamole un pò di nobiltà raccontandone la storia.

Il giuggiolo è una pianta bassa, contorta, dai rami irregolari e spinosi. Un frutto antico originario della Siria che i romani importarono in Italia. Già negli scritti di Erodoto, che ritiene le giuggiole dolci quanto il dattero e, dopo aver fermentato, usate per produrre un vino, le cui più antiche preparazioni risalgono a Egizi e Fenici. Le giuggiole sono ormai frutti dimenticati, tranne che ad Arquà Petrarca, comune veneto dove i giuggioli sono ancora piantati nei giardini di molte abitazioni. Le giuggiole sono utilizzate per realizzare ottime confetture, sciroppi, e il famoso brodo di giuggiole. Si consumano fresche, appena colte dall'albero, oppure leggermente raggrinzite. Oggi il nostro palato non ricerca più di questi dolci naturali, abituati come siamo a caramelle e merendinie vare. Ma chissà che, con il mio racconto, non abbia spinto qualcuno a piantare un giuggiolo, anche se non ne ricaverà alcuna utilità. Io intanto me le mangio.

20 commenti:

  1. "brodo di giuggiole" ecco una bella esclamazione che solleticava lo immaginario collettivo di gente "semplice". Quando eravamo "povera gente" come ben scriveva Cesare Marchi.

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  2. LOSMOGOTES
    è un libro che mi consigli velatamente di leggere?

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  3. Caro Semola anche da noi a Casola Valsenio ci sono molti giuggioli e proprio questo sabato e domenica (16-17ottobre) ci sarà la sagra dei frutti dimenticati...!
    Sai Casola Valsenio (RA) è chiamato il paese dei frutti diemnticati!;DD
    Qua gli agricoltori coltivano ancora le mele lazzarine, mele annurca, pere volpine, giuggioli e corbezzoli, azzeruoli ecc... e facciamo grande pubblicità per le nostre marmellate,liquori e sciroppi a base di frutti di bosco ed erbe aromatiche...
    Abbaimo anche un importante orto botanico :il giardino delle erbe di Ceroni.
    Scusa la lunga pubblicità ma so che ti leggono parecchie persone e così spero che venga voglia a qualcuno di venire a vedere il nostro paesello che sta sulle colline faentine vicino a Riolo Terme e ad un passo dalla Toscana(Palazzuolo sul Senio!)...
    ecco sono meglio della proloco!:DD
    Grazie per lo spazio e comunque io adoro le giuggiole e nel mio mini frutteto ho piantato due giuggioli a ridosso del muro...che sono alberi che amano il sole e appoggiarsi ai muretti ben protetti dai venti...
    ciao caro, saluti
    val

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  4. scusami gli errori di battitura;((

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  5. Non ho mai provato un giuggiolo.. peccato! e
    bello il tuo post che me l'ha fatto conoscere meglio, deve essere delizioso ! ma come mai taluni frutti stanno sparendo ? questione di mode ?

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  6. VALVERDE
    "Parecchie persone".. io direi poche selezionate e buone. Prendi tutto lo spazio che vuoi, sul mio blog sagre, tradizioni e natura hanno tutto lo spazio. Anzi grazie per la notizia, ma io il 17 sarò a lucca alla fiera dell'antiquariato e medioevo ... sennò....

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  7. Un paio d'anni fa me ne procurai due piante tramite un collega, ma i "saputi", ovvero suocero e marito, hanno pensato bene di portarle nella vigna in collina, lontano dalle mie cure quotidiane.
    non so se quei due alberelli campino ancora, a me la voglia di giuggioli è passata...

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  8. VIOLA
    C'è sempre una prima volta. Ma ricordati di gustarlo col palato d'un tempo (neanche tanto), quando un "Balluccio"(castagna bollita) era una delizia per grandi e piccini
    Oggi c'è un omologazione dei gusti...Cotogne, sorbe, gelsi, corbezzoli, giuggiole etc. sono sconosciuti ai più.

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  9. SARA
    Basta andare in collina e vedere...
    Io sono rimasto un po' Semola e la voglia di giuggiole non mi passa mai.

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  10. Ahhh Lucca ...ricordo una bellissima gita a Bagni di Lucca a conoscere una mia amica di forum...sono passati 5 anni e ogni tanto ci si scrive... vorrei proprio tornare da quelle bellissime parti! E' vero nella lista dimenticavo i gelsi , ne ho piantato uno e mi ha dato tante soddisfazioni (mi son pappata le more direttamente dalla pianta rubandole ai merli!;DD)...
    Spero che un giorno verrete dalle mie parti :se vi(a te e tua fidnazata) va di conoscere la vecchia valstrega e il santuomo suo marito...così vedreste il ns. tugurio! ciao ,saluti
    e grazie per lo spazio
    val

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  11. Non sono sbarbato, ma le giuggiole non le ho mai mangiate :-/

    Il "balluccio" noi lo chiamiamo "Ballotto", o "Ballotti" se sono tanti!

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  12. Se metti gia` la soluzione non c'e` gusto. ;^)

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  13. Le ho riconosciute, ma non le ho mai mangiate.
    Peccato.

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  14. Purtroppo nella mia zona certi frutti non si trovano più nemmeno nei vivai..un vero peccato.

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  15. VALVERDE
    E' un po' lontano, ma chissà, se avremo bisogno di pozioni.

    HARLOCK
    Anche da noi in dialetto si dice "Badot" o "Badoti", ma ha anche un altro significato.

    NONNAPAPERA
    Quando le mangerai penserai a Semola, ma se resterai delusa .. pensa ad altro.

    TROPPOBARBA
    Secondo te il termine "sbarbati" chi voleva escludere dalla competizione? Ok la prossima volta cercherò di resistere 10 minuti prima di dare la soluzione. :°)

    EMILIO
    E' vero molte piante sono introvabili, io sto ancora cercando un sorbo...ma la vedo dura.

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  16. Mentre al Nord, come ricordava Valverde, vengono definiti frutti dimenticati,
    da noi sono frutti che fanno parte della quotidianità.. forse perchè non ci siamo mai staccati dalle origini.

    Conosco la sagra dei frutti dimenticati, conosco la zona del Senio.
    Anni fa andai a Casola e rimasi senza parole: i frutti che io ho sempre mangiato, che da noi non si vendono ma si regalano, i frutti più semplici e buoni che rappresentano i doni tra famiglie venivano venduti a prezzi altissimi.
    Ovviamente, caro semola, nel corso degli anni ho compreso quanto il centro nord abbia voluto dimenticare dedicandosi al progresso, ed ho anche capito il perchè di quella piccola sagra, molto caratteristica.
    Il cosidetto ritorno alle origini.
    Non voglio dilungarmi ancora con le mie teorie..

    Ho una pianta di giuggiolo che ormai da arbusto si sta trasformando in albero (esagero!), piantata dalla mia bisnonna tanto tempo fa.
    Ogni anno è carico dei suoi dolci frutti che noi raccogliamo e lasciamo seccare, se non sono secchi da noi non si mangiano.
    Gli usi sono i piu semplici: oltre che usato da sempre come frutto di Natale (la giuggiola durante le feste era uno dei frutti piu preziosi) viene usato nelle ricette tramandate dalle nonne per guarire dai malanni invernali.

    Nelle case per tutto l'inverno troverai sempre almeno un cesto contenente giuggiole!

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  17. ALTHEA
    Già finito... Devi dilungarti e di più. Anche qualche ricetta è gradita. La penso esattamente come te e sono del centro nord. Non c'è una distinzione geografica. C'è una distinzione mentale. La tradizione richiede tempo e volontà. E' vero comunque quello che dici, ma più che una mentalità del Nord è una mentalità delle Città, dei suoi ritmi frenetici e snervanti. Di chi pensa "di lavorare solo lui".
    Mi son lasciato andare ... ma l'argomento mi tocca e continuerei per ore..

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  18. Io mi meraviglio osservando i vecchini in toscana alla ricerca di un quadratino di orto; loro dimostrano di non voler staccarsi da quel loro passato cosi naturale.
    Cosi nascono orti sociali vicino a strade e stradoni, che felicitano i nonni ma che sicuramente non fanno benissimo alle coltivazioni e al loro organismo.

    Ricettine: da qualche parte dovrei avere un liquore alle giuggiole, lo posto?
    sicuramente è semplicissimo.

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  19. ALTHEA
    Postalo sicuramente anche senza francobollo.
    Metti anche una foto dell'albero della bisnonna.
    Non ho capito il concetto dei nonni toscani. Mio padre aveva un "piccolo appezzamento" che io tra mille difficoltà, da 2 enni e da inesperto, continuo a coltivare. A fianco del mio orto i vecchi che se ne sono andati, han lasciato piccoli uliveti ben coltivati e terrazzati che rendevano il paesaggio bellissimo. Gli eredi o li hanno abbandonati a se stessi e o sono stati sopraffatti dai rovi o vi hanno costruito deturpando tutto. Anche sul danno alla salute nutro dubbi.

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  20. no, parlo di orti sociali, ovvero piccole aree verdi in città che vengono trasformati in orti divisi per persona.non veri e propri terreni.

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