... la soluzione a volte è semplice...
... come semplici sono i bambini...
... i monti, coperti da nubi veloci e gonfie di pioggia, mi chiamano e io, pazzamente, decido dia andare ugualmente...
... aguzzo la vista e tendo l'orecchio cercando di udire quei tonfi, frequenti e familiari, che mi accompagnavano nella raccolta delle stagioni passate...
... ma il bosco è diverso quest'anno, niente funghi, neppur velenosi ... persino l'olfatto non percepisce quel profumo di umido sottobosco, tipico di questa stagione...
... solo qualche piccola castagna qua e là ... frutto di cardi tardivi...
... il fragore del tuono si avvicina e il bosco rabbuia finché l'improvviso acquazzone mi spinge a tornare indietro, sul sentiero battuto che pian piano si muta in rigagnolo...
... ringrazio come sempre il bosco dei suoi sforzi e mi accontento di ciò che ha potuto donarmi...
... e nulla è cambiato...
Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d'un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sur Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!... prendo spunto da un post di Pier (cui vorrei rimandarvi, ma non son capace)...
... già lo scempio delle Apuane era in atto da tempo, ora son pure arrivate le multinazionali e gli Arabi ad aumentare il massacro dei miei monti...
Immagino il dialogo:
L'arabo:
نقول: إذا لم يذهب محمد إلى الجبل، فالجبل هو الذي يذهب إلى محمد.
(... tutto si può fare, da noi si dice: "Se Maometto non va alla montagna è la montagna che va da Maometto!...)
Il carrarino
... tutto si può fare, da noi si dice: "Se Maometto non va alla montagna è il carrarino che gliela porta!"...
... in blocchi...
... è brutto vedere i miei giganti finire così e non poter far nulla...
... cosa saranno mai queste piccole "arene" che compaiono negli angoli riparati, dove si accumulano polvere finissima e sabbia?...
... in fondo non è difficile attendere il proprio turno e rispettare la fila, pur nelle differenze di razza e di genere...
... e stamattina, davanti al panettiere, pure gli animali me l'hanno dimostrato...
..."Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi"...
"... e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti..."
"...Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri,..."
"... che sapor d'acqua natia rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via..."
"...E vanno pel tratturo antico al piano,
su le vestigia degli antichi padri..."
"...Ora lungh'esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori..."
"...Ah perché non son io cò miei pastori?..."
... ma purtroppo Settembre si avvicina e i giorni spensierati stan finendo...
... e allora "Settembre, andiamo. È tempo di migrare."...
... addio natura selvaggia d'Abruzzo, addio arrosticini e pesce grigliato, addio a questo mare, alle silenti solitarie spiagge e ai suoi Trabocchi ...